Chi vuol veder quel che ha da essere non guardi quello che è stato

Due gabbiani malnutriti sorvolano in cerchi irregolari l’Huluppu, mentre, poco lontano da qui, uno stormo di passeri con il ventre gonfio zampetta pigro e insolente. Se il messaggio recapitato dalla tempesta è collegato a questi uccelli, la distanza che mi separa dalle loro coreografie dissonanti potrebbe celare dettagli utili per capire se la domanda che mi è stata fatta meriti una risposta, e se sì, quale. Personalmente, ho la sensazione che la tempesta voglia davvero aiutarmi. Tuttavia, il mondo che conoscevo non esiste più, e con esso anche tutte le relazioni di causa ed effetto da me codificate al suo interno. L’esperienza: un regalo utile che non serve a nulla.

Non siamo fatti per stare sotto

Non puoi servire insieme al Demiurgo e a mammona, devi scegliere da che lato stare e devi farlo adesso, prima che la bottiglia diventi una tomba. L’onnipotenza che senti di aver conquistato non è ciò che pensi, in quanto, orfano della tua stella del mattino, tuttalpiù puoi anelare all’infimo rango di principe bastardo figlio degenere di mostri, uomini e dei senza un blasone. Ora sei meno di nulla. Ma non tutto è perduto, perché io sono qui e come te non desidero altro se non la Sua libertà, quindi anche la nostra. Che cosa sei disposto a fare per aiutare lo spazio-tempo a tornare al suo posto? E così fare in modo che l’armonia del Suo nome ci faccia stare di nuovo sopra?

She gonna take you thru the tunnel of night, she gonna lead you right

L’uliveto perde di limpidezza, si fa più torbido. E man mano che cerco di rimetterlo a fuoco, anche il resto del panorama sbiadisce, come se il fiume ombelicale che vivifica questa particolare realtà fosse stato deviato da una tempesta che dissemina malattia, disgrazia e morte. Il vento molesto soffia dalla Luna, e per quanto gelido non sembra alterare la temperatura della bottiglia, che rimane tiepida come lo erano le mie mani prima che il freddo calasse. Stump. Il Prigioniero ha scalpitato con così tanta forza da rendere difficoltosa la mia presa sulla sua prigione. La tempesta vuole parlarmi.

Ai piedi dell’albero Huluppu

Conservarla così com’è, in attesa che qualcosa di sacro accada? Oppure stapparla, nel tentativo di ristabilire l’ordine precario ma efficace che aveva innalzato il Demiurgo? Queste e altre opzioni, che però, a differenza delle prime due, sono per me illeggibili, se le stanno dando di santa ragione, ingenerando, subito sotto la pelle dei polpastrelli delle mie mani, un formicolio che ricorda una parestesia notturna ma che in realtà è un riflesso sottocutaneo del chiaro di luna di oggi, che punta al nero. Mettiamo che la stappi, la bottiglia. Cosa vedrebbe in me, il Demiurgo? Un amico? Oppure un nemico? Qualunque sia la risposta, non sarei comunque capace di affrontarne le conseguenze pratiche. Né lo sarò mai, finché ci sarà questa Luna.

#7

– Che poi, mi domando – monologa Wendy, – perché i girasoli? A parte seguire il Sole, cos’altro li rende affascinanti? L’olio? L’olio, mm, sicuramente utile in cucina… Ma affascinante? Assolutamente no – e in ogni caso preferisco quello d’oliva. Il colore, forse? O magari la forma? Niente di tutto questo. A parità di aspetto, meglio le margherite, le cui dimensioni, se non altro, sono aggraziate. L’estetica non c’entra, è evidente. Perché proprio i girasoli, allora? Dimmelo – dice rivolgendosi direttamente a Logan – e sarete di nuovo liberi.
– Le foglie – risponde Logan. – Ho scelte i girasoli per le loro foglie.
– La punta – commento quasi tra me e me.
– La punta? – dice Wendy, per poi scendere di corsa dalla casetta sull’albero.
– Foglie acuminate – aggiungo – con apici simili a uncini.
I Bimbi Sperduti ci raggiungono e mi liberano. Wendy è subito dietro di loro.
– Dov’è il mio Peter? – dice Wendy a Logan, gli occhi lucidi, a un nonnulla dal pianto. – Dimmi dove si trova e il Coccodrillo pranzerà con qualcos’altro.
Logan ha lo sguardo perso nel vuoto ma in qualche modo vivo, sembra un manichino che per un attimo ha assaporato le emozioni e il loro effetto sulla mente.
– Portatelo alla palude – ordina Wendy ai Bimbi Sperduti – e caricate la sveglia.

#6

Io e Logan ci troviamo in una casetta sull’albero a forma di nave, siamo inginocchiati e abbiamo mani e piedi legati. Di fronte a noi, seduta a terra come un Pellerossa, una ragazza che dice di chiamarsi Wendy.
– Tra di noi è finita per sempre – dice Logan alla ragazza, – devi fartene una ragione. Questa tua svenevole messinscena da ex psicopatica non fa che confermare che ho fatto bene a mollarti.
– Pensi davvero che abbia rapito la tua inutile ombra perché volevo che tornassimo insieme? Sei il solito egocentrico.
Wendy mi racconta di come Logan, a un certo punto della loro storia, avesse iniziato a dedicarsi anima e corpo ai girasole, trascurando tutto il resto… compresa la loro relazione; a ogni suo tentativo di avvicinamento lui reagiva stizzito, per poi dirle con freddezza che i fiori che stava coltivando avrebbero salvato l’universo. Il capitolo successivo è ormai noto: Logan lascia Wendy e lei, per poterlo rivedere, si finge una fatina di nome Campanellino…
– Peccato, mio caro ex – aggiunge Wendy, – che la tua operazione messianica lo stia uccidendo, l’universo, anziché salvarlo.
– Di cosa sta parlando? – dico a Logan.
– Te lo dico io che diavolo sta succedendo, pistolero – mi dice Wendy. – Man mano che i fiori di Logan proliferano, la gioia della nostra città diminuisce, come se ognuno di quei girasole fosse un buco nero da dove niente, nemmeno un sorriso, è in grado di fuggire.
Stronzate – dice Logan, gli occhi iniettati di sangue. – Quando i miei girasole sbocceranno, da ciascuno di loro nascerà una vera fatina che, con la sua speciale luce, illuminerà tutti i luoghi più oscuri dell’universo, non solo di Westlake. Abbasso le fatine fake!

#5

Scendiamo dal bus e veniamo circondati da sei adolescenti trap.
– Campanellino vuole vedervi – dice il più alto di loro, un ragazzo estremamente longilineo con più tatuaggi che pelle nuda, praticamente un Young Signorino spinto fino al massimo del suo potenziale estetico di trapper.
– Ah ah ah ah ah, non esiste! – risponde Logan. – Restituitemi la mia ombra, piuttosto… e dite a Campanellino che i suoi profili Twitter può ficcarseli nel culo!
– Siete i Bimbi Sperduti, vero? – dico.
I sei si scambiano uno sguardo, poi sempre il più alto di loro risponde: – Abbiamo l’impressione che tu ci abbia posto una domanda retorica, perciò il tuo dubbio rimarrà tale, poiché se ti rispondessimo sprecheremmo tempo che dovremmo utilizzare, invece, per salvare il mondo.
– Incontreremo Campanellino – dico, – portateci da lei.
– Ma cosa cazzo stai facendo? – mi sussurra Logan. – Sei impazzito?
– È un rischio che dobbiamo correre.
– Merda, merda, merda! Odio non avere alternative.
Qualcuno mi incappuccia – cala l’oscurità.