Il glorioso astro fulgente

Ero piombo, poi, anche se per un granello di tempo, sono ritornato oro, un metallo perfetto e incorruttibile; adesso, invece, non sono né l’uno né l’altro: l’apparizione inaspettata del Demiurgo, di colui che ha deciso e che continua a decidere il destino della mia persona, del mio vero nome, mi ha strappato di dosso quei pochissimi seppure lucenti brandelli di verità interiore che ero stato in grado di salvare. Mi sento libero, ma non del tutto; una sensazione, questa, che non so catalogare, e che mi ricorda, al di là dei miei abissi interiori, di questa città oscura, di tutti i miei nomi, della musica e dei miei limiti forse pindarici, quanto sia lontana la mia stella.

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