Pauvre homme!

Il Demiurgo mi sovrastava e con la sua ubiquità mi governava qualunque fosse il mio stato di coscienza: sia quando ero sveglio, sia mentre dormivo, come se il tempo e la sua architettura metafisica si fossero svuotati di senso – il mio ritmo circadiano era diventato cieco, incapace di tenere il passo del carro del Sole. Le circostanze, però, sono cambiate radicalmente: sono passato dall’ologramma al delirio di onnipotenza; il Demiurgo, invece, ha perso le chiavi del regno e il suo nuovo dominio sta tutto in una bottiglia.

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