Ai piedi dell’albero Huluppu

Conservarla così com’è, in attesa che qualcosa di sacro accada? Oppure stapparla, nel tentativo di ristabilire l’ordine precario ma efficace che aveva innalzato il Demiurgo? Queste e altre opzioni, che però, a differenza delle prime due, sono per me illeggibili, se le stanno dando di santa ragione, ingenerando, subito sotto la pelle dei polpastrelli delle mie mani, un formicolio che ricorda una parestesia notturna ma che in realtà è un riflesso sottocutaneo del chiaro di luna di oggi, che punta al nero. Mettiamo che la stappi, la bottiglia. Cosa vedrebbe in me, il Demiurgo? Un amico? Oppure un nemico? Qualunque sia la risposta, non sarei comunque capace di affrontarne le conseguenze pratiche. Né lo sarò mai, finché ci sarà questa Luna.

1 Comment

  1. In realtà non gliene frega niente di te perché lui guarda sopra di sé, ricerca un ordine superiore e straniante che gli consenta di intravedere le implicazioni di benessere.

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