Nādevo devam arcayet

Pare tanto fragile, vero? I tuoi muscoli, in confronto, sembrano la manifestazione di carne del Mjöllnir, un portento semidivino con capacità che sovrastano sia il tuo arsenale biologico più profondo, sia i poteri del nostro creatore, il cui vero nome è un anatema che ha già mietuto troppe vittime, e che quindi non pronunceremo né ora né mai. Non è con la forza che possiamo liberare il Demiurgo, né tantomeno con l’astuzia. Quella bottiglia, in realtà, è soltanto il simulacro falsamente innocuo di una prigione multidimensionale sorvegliata da tre guardiani che nessuno di noi due, in solitudine, può superare. Ho inciso un glifo sul tronco morente dell’Huluppu. Se lo attiviamo insieme, uno più uno sarà uguale a quattro.

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