Metatron

La mia unione sessuale con la Tempesta è stata immortalata dal continuum con una rappresentazione olografica che ricorda alcuni acquerelli indiani del XVIII secolo. La copula vivisezionata: brandivo la bottiglia come un martello, mentre la mia testa era capovolta; la Tempesta, che aveva la pelle scura, indossava una ghirlanda di teste e sosteneva una testa mozzata mostrando la lingua, si ergeva sopra di me circondata da un arco di fuoco; sotto di noi, un letto di serpenti, un intrico perversamente seducente che evocava le ramificazioni dell’Albero della conoscenza del Bene e del Male, che alcuni esegeti ritengono fosse un fico, altri un cedro.

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