Probabilmente ha ragione, quando dice che il futuro non può essere cambiato. Ma allora, mi domando, perché continuare? Dove nasce, questa forza che sento bruciarmi dentro? E poi gli specchi, ma anche tutti quegli altri corpi che riflettono, che restituiscono qualcosa. In che modo devo dirtelo, eh? Neanche viaggiare nel tempo ti sarebbe di aiuto. Il futuro e il passato sono speculari e complementari. Immagina di essere uno specchio d’acqua… in particolare la linea fittizia che lo separa dall’aria. Δ Mi sento una virgola tra range infiniti – al centro di tutto e in contemporanea in nessun luogo. Perso in me stesso, mi reimbarco sulla Voidorstest e chiedo al cervellone di bordo di dedicarmi una ninnananna. ∴ La voce campionata di Douglas R. Hofstadter comincia a intonare la fuga di Gödel, Escher e Bach, e dei loro Strani Anelli…

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