Sembra che lo specchio abbia fatto il suo dovere, che i processi alchemici che ho prima elaborato e poi messo in atto non mi abbiano tradito. Dov’è finito, l’Altro? La risposta, che non è mai stata sicura, nonostante i calcoli siano sempre stati dalla mia parte, corrobora l’esito del mio esperimento: io e l’Altro occupiamo la stessa fetta di continuum, ma la mente sono io, il controllo è mio. Non è semplice descrivermi; c’è qualcosa di sbagliato, nel mio aspetto… qualcosa di repellente… di assolutamente riprovevole. Non ho mai schifato così tanto qualcuno. Devo avere una qualche deformità… anche se non so quale. Vedo, tuttavia non riesco a descrivermi. Ma di una cosa posso dirmi certo: la ∑ è maggiore degli addendi.

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